La responsabilità sanitaria si affronta con l’esperto. Giuseppe Scaramuzzo

“La responsabilità sanitaria è un tema fondamentale, perché riguarda un diritto primario tutelato dalla nostra costituzione“. A parlarne è l’avvocato Giuseppe Scaramuzzo, che la questione la conosce bene: professionista oltre 25 anni di esperienza, nella sua carriera ha approfondito questo argomento di grande attualità. 

 Gli errori in ambito sanitario “possono derivare tanto da carenza organizzativa delle strutture quanto dall’operato del personale sanitario“.

L’avvocato Scaramuzzo, con Studio a Napoli, Roma e Milano, ma con un raggio d’azione su tutto il territorio nazionale, racconta di come il suo impegno vada oltre la sola difesa legale: “cerco di tutelare i miei assistiti a 360°, spiega, anticipando le elevate pretese di giustizia per chi non è in grado di farlo”.

Un tema delicato

Come sottolinea l’avvocato Scaramuzzo, “è importante che ci si specializzi nella materia proprio perché si toccano temi delicati che incidono sulla salute fisica e mentale del paziente. Infatti non vanno sottovalutate le conseguenze del sulla sfera psichica del danneggiato“. Oltre alla delicatezza dell’argomento, è necessario rivolgersi a un esperto a causa della complessità della materia, che negli ultimi anni sta vedendo diverse riforme: “recentemente il governo è intervenuto con il decreto del 4 settembre, che prevede una riforma ulteriore in ambito penale con l’introduzione del cosiddetto scudo penale per i medici”.

“Ciò vuol dire che in ambito penale il medico incorre in responsabilità solo in caso di colpa grave, e inoltre il magistrato dovrà considerare alcune circostanze, come le carenze organizzative dell’azienda, carenza di risorse umane e strumentali, carenza di linee guida scientifiche sul caso di specie. Chi si occupa di responsabilità sanitaria, dunque, deve essere sempre aggiornato sulle riforme in materia”. 

Sullo scudo penale ” posso dire che condivido l’intervento in ambito penale, perché finora le azioni penali nei confronti dei medici hanno portato un notevole aggravio di spese di giustizia a fronte di molte archiviazioni o soluzioni, da qui l’importanza di valutare bene prima di agire. Adesso andrebbero fatti degli interventi per rendere più chiara questa recente riforma“. Spesso l’azione penale non ha fondamento, ed è preferibile instaurare un’azione civile: “nel civile i criteri per il riconoscimento della responsabilità sanitaria sono diversi rispetto al penale. Nel primo si applica il criterio probabilistico, nel secondo quello della certezza. Ecco perché è consigliabile affidarsi a professionisti esperti che possono consigliare la migliore strategia processuale“.

L’importanza dei consulenti

Proprio perché si tratta di un tema delicato, l’avvocato Giuseppe Scaramuzzo segnala che “è indispensabile affidarsi anche a consulenti esterni, rivolgendosi ad un collegio di medici. Non basta un solo specialista ma è richiesto l’intervento di almeno due, se non di più. Sicuramente un esperto di medicina legale e uno specialista di branca in base al singolo caso“. Lo scopo è “ottenere un parere qualificato se vi siano i presupposti tecnici per un’azione risarcitoria fondata. Dopo questo passaggio c’è l’analisi dei presupposti di diritto, che compete ovviamente all’avvocato. Successivamente, se ci sono i presupposti tecnici e di diritto, viene instaurata l’azione più opportuna. Si tratta di una decisione che va valutata con estrema prudenza al fine di evitare ogni rischio di soccombenza“.

Prevenire

Come specifica l’avvocato “nel Civile, il legislatore con la legge 24 del 2017, cosiddetta legge Gelli-Bianco, ha introdotto regole ben precise che tutelano sia il sanitario che il danneggiato“. Un esempio è che “prima di iniziare l’azione legale è obbligatorio il tentativo di conciliazione attraverso la procedura di mediazione o accertamento tecnico preventivo. Quest’ultimo, secondo l’avvocato Scaramuzzo, è preferibile in quanto si svolge innanzi al magistrato e quindi consente una maggiore tutela. Il collegio di esperti accerta se vi è una responsabilità e quantifica il danno”. L’obiettivo è la conciliazione della lite ed evitare il contenzioso: “se non si diviene ad un accordo, conclude, si instaura il giudizio di merito, che potrebbe avere breve durata in quanto viene acquisita l’istruzione preventiva”.

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