Risarcimento per Decesso da Malasanità: Guida al Danno Tanatologico, Catastrofale e da Perdita del Rapporto Parentale
Quando il ricovero ospedaliero o l’intervento chirurgico di una persona cara si concludono nel peggiore dei modi, le prime ore e i giorni successivi sono dominati dallo sconforto. Soltanto in un secondo momento, la famiglia comincia a interrogarsi su quanto accaduto. C’è stato un errore medico? La complicanza che ha portato al decesso poteva essere evitata?
Nel diritto della responsabilità sanitaria, il decesso di un paziente apre scenari giuridici complessi, nei quali un semplice dubbio non è sufficiente. Occorre infatti un’istruttoria scientifica rigorosa per accertare se l’esito fatale sia derivato da una condotta negligente, imprudente o imperita dei sanitari. Solo qualora tale nesso causale venga accertato, sorge in capo ai familiari il diritto di attivare un’azione risarcitoria per il gravissimo danno subito.
Vediamo di seguito, dal punto di vista legale e medico-legale, come si inquadra il decesso per colpa medica e quali sono i principali istituti giuridici che regolano il ristoro dei danni.
I due volti del danno in caso di decesso: Iure Proprio e Iure Hereditatis
In caso di esito letale derivante da presunta responsabilità medica, la giurisprudenza italiana distingue due categorie principali di danno risarcibile. Comprendere questa distinzione è il primo passo essenziale:
1. Il danno sofferto direttamente dalla vittima e trasmesso agli eredi (Iure Hereditatis)
Questa tipologia di danno riguarda le sofferenze fisiche e psicologiche patite direttamente dal paziente nel lasso di tempo intercorso tra l’errore medico (o l’insorgenza della complicanza evitabile) e il decesso. Poiché questo diritto di credito sorge nel patrimonio del paziente prima della sua morte, esso si trasmette agli eredi per successione. In questo perimetro rientrano due figure specifiche:
- Danno Biologico Terminale:Rappresenta la lesione del diritto alla salute che si protrae per un periodo di tempo apprezzabile prima dell’esito letale. Si calcola in base ai giorni di effettiva sopravvivenza in condizioni patologiche.
- Danno Morale Terminale (o Catastrofale):È la drammatica consapevolezza della propria fine imminente. La Cassazione riconosce questo danno quando la vittima, prima di spegnersi, è rimasta cosciente ed è stata in grado di percepire la gravità e l’inevitabilità della propria condizione terminale, vivendo con disperazione l’avvicinarsi della morte.
- (Nota tecnica: il “Danno Tanatologico”, inteso come la pura e istantanea perdita della vita, non è invece, per costante orientamento giurisprudenziale, trasmissibile agli eredi, poiché il diritto si estingue nel momento stesso in cui viene leso).
2. Il danno sofferto dai familiari (Iure Proprio)
Questa è la voce di danno che i congiunti subisconoin prima personaa causa della perdita irreparabile del proprio caro. Viene riconosciuto ai familiari più stretti (coniuge, figli, genitori, fratelli o soggetti con legami affettivi intensi e dimostrabili).
Rientra in questa categoria ilDanno da Perdita del Rapporto Parentale, un danno non patrimoniale (che include il pregiudizio morale e lo sconvolgimento delle abitudini di vita) che viene liquidato attraverso le Tabelle elaborate dai principali Tribunali italiani, come spiegato di seguito. Inoltre, rientranoiure propriole eventuali perdite patrimoniali legate al decesso (spese funerarie, perdita del contributo economico del defunto al nucleo familiare).
Le Tabelle di Milano e Roma per il Danno Parentale
Per quantificare in maniera equa il danno iure proprio da perdita del rapporto parentale, i giudici di merito utilizzano specifici sistemi di calcolo tabellari. Le due tabelle di riferimento a livello nazionale sono:
- Tabelle del Tribunale di Milano (Sistema a punti):Assegnano un valore monetario a una serie di “punti” calcolati su vari indicatori: l’età della vittima, l’età del superstite, il grado di parentela, la convivenza, e se all’interno del nucleo familiare vi siano altri familiari conviventi.
- Tabelle del Tribunale di Roma:Prevedono anch’esse un sistema a punti, spesso ritenuto altrettanto analitico nel soppesare l’intensità del legame e le condizioni della famiglia superstite.
Entrambi i sistemi mirano a garantire uniformità di giudizio su tutto il territorio nazionale, assicurando un ristoro proporzionato all’effettivo sconvolgimento del nucleo familiare.
Il primo passo: La valutazione scientifica dei presupposti
Come abbiamo accennato, un decesso in ospedale o una morte per complicanze neonatali non sono, da soli, la prova di un caso di malasanità. Perché un diritto al risarcimento possa dirsi fondato, è imprescindibile dimostrare che l’esito fatale sia la conseguenza diretta di una prestazione medica non conforme alle linee guida.
Per questo, la prima vera azione non è intentare una causa, ma svolgere un’istruttoria multidisciplinare rigorosa.
La famiglia dovrà:
1. Richiedere e ottenere l’intera documentazione sanitaria: La cartella clinica completa, i verbali operatori e gli esami diagnostici rappresentano il fondamento di qualsiasi accertamento.
2. (Opzionale, ma fondamentale ove richiesto) Acquisire referti autoptici o esami istologici: In caso di morte in circostanze incerte, l’autopsia fornisce i dati scientifici primari sulle cause e i tempi del decesso.
3. Sottoporre le carte al vaglio dei periti: È compito del medico-legale e dello specialista della branca interessata analizzare i documenti e verificare, con criteri oggettivi, l’esistenza della colpa e del nesso di causalità tra l’operato sanitario e il decesso.
Sostenibilità dell’azione legale nei casi gravi
Quando una famiglia affronta il dramma della perdita di un congiunto, doversi preoccupare anche dei costi per avviare accertamenti medico-legali e cause complesse può sembrare un ostacolo insuperabile.
Lo Studio Legale Scaramuzzo da oltre vent’anni assiste i familiari delle vittime, occupandosi esclusivamente dei casi di responsabilità sanitaria che presentano lesioni gravi o esito letale.
Il metodo dello Studio prevede un esame preliminare della documentazione clinica. Qualora l’istruttoria confermi l’esistenza di presupposti giuridici e scientifici concreti per procedere, lo Studio interviene anticipando gli oneri dell’azione, pattuendo contrattualmente il riconoscimento dei compensi professionali alla naturale conclusione del mandato, così da esonerare le famiglie da esborsi economici anticipati nel momento di maggior vulnerabilità.
Non esistono battaglie vinte in partenza in ambito sanitario, ma per sapere se i diritti della vittima e dei suoi eredi siano stati violati, il primo e unico strumento è l’esame rigoroso della documentazione medica.
